IO NON CI STO. (Concorsi pubblici di dubbia moralità)

QUEI MOLTI (TROPPI) CONCORSI PUBBLICI dove non viene premiata la COMPETENZA ma la CONOSCENZA

Buongiorno a tutti! Mancano 3 giorni a Natale ed in teoria dovremmo essere tutti più buoni. Sì, buoni, ma non coglioni.
Perché dico questo? Per quello che mi è accaduto martedì mi ha fatto tanto riflettere, ma prima ancora tanto arrabbiare ed ho deciso che io non ci sto.
NO.
Non ci sto alle ingiustizie che ormai in Italia sono talmente una prassi che la gente si rassegna e va avanti come se fosse niente. Soprattutto quando si tratta di concorsi pubblici, visto come dice l’art.1 della legge n. 240/90 “1. L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza“. Okok.

Ma andiamo per gradi vi racconto tutto così magari poi mi direte se siete d’accordo con me o se devo arrendermi alla realtà.
A fine Novembre mi sono iscritta ad un concorso che incredibilmente era per il mio corso di laurea (erano 10 anni che non c’erano concorsi pubblici sulla mia classe di laurea credo! Come per molti altri purtroppo…). Tra l’altro era in Toscana, un paesino un po’ fuori mano ma vabbè, “io ci provo” mi dico e così m’iscrivo.

Concorsi pubblici (Fonte: www.concorsipubblici.net)
Concorsi pubblici (Fonte: www.concorsipubblici.net)

E niente, vengo ammessa, siamo pochini, una venticinquina tipo, ed inizio a studiare dopo diversi anni che seriamente non studiavo più, con due figli piccoli da accudire è un’impresa, considerando che anche il mio cervello era un poco atrofizzato all’inizio è stata dura, ma devo ammettere che è stato anche divertente.
Preparo appunti, ripeto a voce alta, mi sale l’ansia come il giorno prima degli esami universitari (con la differenza che non puoi permetterti di dire “Non cucino, non rispondo a nessuno, sono in ritiro studio!” ehhhhh bei vecchi tempi!) ed arriva il giorno del primo scritto.

Mi sveglio all’alba per arrivare puntuale e mi rendo conto che siamo ancora meno. “Meglio” penso.

Prima prova a fatica fatta.
In un clima quasi amichevole, la commissione che offre caramelle e caffè, lascia che i candidati vadano al bagno durante l’esecuzione dello scritto (cosa MAI vista!) certi dell’onestà di tutti i candidati, mah.

Torno a casa, risultati ok, mi preparo per la seconda prova.

Stesso identico trantran che per la prima ed altra levataccia all’alba, sennonché scopro che tra i promossi (eravamo rimasti in 5) scopro che una ragazza aveva già fatto uno STAGE in quel comune e che tutti gli altri sospettano che sarà la PRESCELTA. Si prospetta uno dei soliti concorsi pubblici “pre-impostati”.

Mi deprimo ma decido, come gli altri, di tentare, magari non tutto è corrotto come sembra, magari VINCERA’ davvero il MIGLIORE.

Seconda prova dunque.
Fatta alla grande a parer mio.
Mediamente a parere della Commissione esaminatrice.
Mi chiedo perchè.

Unica nota positiva: la presunta “raccomandata” prende meno di alcuni e quindi sembra davvero che siamo di nuovo tutti in gioco.

Allora c’è davvero speranza.

Arrivano finalmente gli orali. Martedì 20 Dicembre.

I soliti "raccomandati" (Vignetta presa da www.cronacalecce.it)
I soliti “raccomandati” (Vignetta presa da www.cronacalecce.it)

Ed ecco che accade l’INVEROSIMILE.

Orali aperti al pubblico. Una domanda tecnica ed una di pubblica amministrazione.
Estraggono la lettera.

Inizia la nostra “sospettata”: fa schifo. Niente, va fuori tema alla domanda tecnica non sapendo evidentemente rispondere e sbaglia completamente la seconda (“la Conferenza dei servizi è un istituto nazionale!!!” cioè per chi conosce un attimo la materia è una boiata pazzesca!) ma l lasciano andare avanti, poi inglese ed informatica e via.

Gli atri orali vanno più o meno bene, diciamo che io ed un altro ragazzo facciamo la prestazione migliore, l’atro ancora meglio di me, non sbaglia un colpo, sia in tecnica che amministrativa.
Una bomba.
Si capisce che è padrone della materia, nonostante le mille domande incalzanti della commissione va alla GRANDE.

C’è speranza pensiamo, dopotutto lei è andata davvero male e l’orale l’hanno visto tutti.

Ci dicono di aspettare i risultati, che ci metteranno pochi minuti tanto a fare la graduatoria.

Dopo 5 minuti di attesa escono con un foglio in mano con risultati parziali della prova e globali. INDOVINATE UN PO’: vince la stagista che aveva già lavorato da loro. Le hanno dato un punteggio inverosimile all’orale (PARI AL MIO!). INCREDIBILE.

SILENZIO di tomba.

IO NON CI STO ed inizio un’invettiva davanti a tutti candidati e commissione dicendo che è una VERGOGNA e mi fa schifo aver partecipato ed aver perso tempo e denaro dietro questa FARSA, dove come al solito non viene premiata la COMPETENZA ma la CONOSCENZA.

VERGOGNA.

Il Presidente di Commissione che non riesce nemmeno a trovare le parole per difendersi ed i compagni di avventura ammutoliti, attoniti guardano il pavimento il pavimento.

Me ne vado schiumante di rabbia, offesa e demoralizzata.

Se tutti guardiamo il pavimento, non potremmo MAI, MAI cambiare le cose non vi pare?

Perciò ho chiesto l’accesso agli atti e voglio proprio vedere queste MERAVIGLIOSE prove scritte che ha fatto questa qua.

Poi lo so che non avrò tempo e denaro per fare riscorso, ma almeno non sono stata zitta. A voi è mai capitata una cosa del genere? Come vi siete o vi sareste comportati?

Io sono solo demoralizzata, ma per fortuna quando torno a casa trovo la mia forza, i miei figli e mio marito (che è stato testimone di questa pagliacciata) e penso che sono fortunata, ma anche più determinata.
Determinata ad insegnare ai miei figli di non arrendersi di fronte alle ingiustizie, di lottare e di agire sempre onestamente, in modo che la mattina si possano guardare allo specchio senza vergognarsi di chi sono o di ciò che hanno fatto.

Ora che vi ho raccontato tutto chiudo questo capitolo e passo direttamente alla modalità Natale attivata.

Tutti più buoni, ma non coglioni!

😀 Ciao!

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