Io sto con l’Emilia Romagna: niente vaccino, niente nido.

Perché sono favorevole all’iniziativa pro-vaccino della regione Emilia Romagna.

E’ di pochi giorni fa la notizia che la regione Emilia Romagna ha approvato una legge secondo la quale se il bimbo non viene vaccinato per le seguenti malattie, poliomielite, difterite, tetano e epatite B, non avrà il diritto di frequentare gli asili nido pubblici.

Ovviamente mentre partiva l’hashtag #iovaccino sul web è partito un dibattito enorme sulla questione ed io, in quanto mamma di due bimbi in età da vaccino, ho deciso di dire la mia.

Il pre-mamma, ossia: vaccini de che?

Prima di diventare mamma non avevo prestato tutta questa attenzione sui vaccini, ne avevo un vago ricordo di quando ero bambina e poi forse qualcosa fatto prima di qualche viaggio esotico con i miei genitori, ma niente di che.
Poi ho avuto Edoardo e la prima cosa che ti dice la pediatra alla prima visita è di prenotare subito il primo vaccino, perché a Firenze se non lo prenoti sei mesi prima ti mandano a Timbuctù a farlo e con un bambino piccolo non è bello (grazie CUP metropolitano!).

Così, come risvegliata da un torpore, mi sono ricordata le conversazioni con una mia ex collega che era una fervente sostenitrice del non vaccino, ma anche delle medicine non convenzionali.
Mi aveva fatto anche partecipare anche ad un incontro con un avvocato che lottava proprio come lei la sua stessa battaglia contro i vaccini e mi avevano quasi coinvolto nella lotta alle lobby farmaceutiche.

lobby farmaceutica
Le lobby farmaceutiche (fonte: www.intothepot.altervista.org)

Sì infatti era tutta colpa loro e dei politici conniventi a loro volta se facevamo tutti questi vaccini, ormai inutili: certe malattie non esistono più o sono rarissime, perché dunque vaccinarci? Solo per arricchire la case farmaceutiche appunto e con loro tutti i politici che ci mangiano sopra.
Insomma un bel piano anche credibile, visto che ormai non mi sorprende più niente.

Peccato che oggi queste malattie ormai scomparse siano magicamente riapparse proprio con il fatto che non siamo più sotto la soglia di sicurezza.

Ma andiamo con ordine: torniamo alla mia amica/ex collega dalla quale ero rimasta affascinata, lei con le sue idee controcorrente mi avevano quasi convinto che i miei genitori erano stati degli irresponsabili a farmi vaccinare, quando un giorno mi raccontò che sua figlia aveva un gran mal d’orecchi e non riusciva a farglielo passare.
Fin qui tutto normale uno direbbe, il fatto era che lei non la curava con le medicine che le aveva prescritto il pediatra ma con cure omeopatiche che, per l’amor di Dio, possono essere una valida alternativa alla medicina tradizionale, ma quando vedi che non funzionano, direi di non accanircisi.
Invece lei continuò con le sue cure alternative per un mese, la bambina prendeva dei febbroni incredibili e poi le passavano ma l’orecchio continuava a farla male, tanto che ad un certo punto non ci sentiva più nemmeno bene.
Io da quel momento capii che no, non ero pronta a seguire quella strada, perché, benché ancora non avessi figli, non era possibile portare una bambina “sana” a non sentire più bene perché non le si voleva dare un cavolo di antibiotico. Ovviamente era un handicap passeggero, ma cribbio, perché ostinarsi quando oggigiorno ci sono dei medicinali che curano senza strascichi e senza procurare lunghi disagi (e a volte dolori) ai propri bambini?

Decisi che quando avrei avuto un figlio mi sarei documentata.

Un fermo immagine della puntata di SuperQuark del 27/07/2016: le bufale sui vaccini alimentate dalla stampa fonte
Un fermo immagine della puntata di SuperQuark del 27/07/2016: le bufale sui vaccini alimentate dalla stampa (fonte:www.rai.it)

Cosa ho deciso per i miei figli: vaccini sì, ma non tutti.

Così feci e quando anche la pediatra mi ricordò di prenotare i vaccini feci una ricerca su internet dei pro e contro e mi convinsi che vaccinarlo sarebbe stato la cosa più giusta.
Gli unici che non avrei fatto erano la gastrointerite e la varicella. Che non ritengo necessari al momento, visto che anche io ho avuto la varicella e ne sono uscita indenne, come altre milioni di persone credo.

Quindi leggere oggi che i vaccini sono diminuiti mi fa pensare che la popolazione italiana stia prendendo una brutta strada.
Infatti se si scende sotto la soglia del 95% delle persona vaccinate per una tale malattia può accadere che le persone non vaccinate non siano più al sicuro perché siamo sotto la soglia di sicurezza: ossia quella soglia per cui anche se una parte della popolazione non è vaccinata, per effetto del vaccino della maggior parte delle altre persone, può stare tranquilla.

E voi che siete vaccinati direte: chi se ne frega di chi non è vaccinato è una scelta sua.

A parte che non è così, molti non vaccinati sono immigrati che non nel loro paese non hanno nemmeno certi vaccini a disposizione, ma al di là di questo fatto, come sappiamo i batteri si evolvono molto velocemente (su questo argomento vi metto un link di un articolo molto interessante su Panorama: http://archivio.panorama.it/scienza/salute/I-batteri-si-evolvono-sempre-piu-velocemente-Colpa-dell-uomo) e quindi c’è il rischio che una volta “tornate” certe malattie letali possano evolversi e attaccare anche coloro che sono al sicuro per via del vaccino.

Non voglio certo fare terrorismo psicologico, credo che però questa possibilità, anche se remota, esista davvero e magari avverrebbe con una diffusione di massa del batterio, ma perché andare a rischiare quando abbiamo armi a disposizione per combattere questo pericolo?

Lo trovo da sciocchi.

Inoltre secondo sempre per il bene della comunità non trovo quindi giusto che i

Un fermo immagine della trasmissione di SuperQuark andata in onda il 27/07/2016 sullmportanza dei vaccini (fonte.www.rai.it)
Un fermo immagine della trasmissione di SuperQuark andata in onda il 27/07/2016 sull’importanza dei vaccini (fonte: www.rai.it)

bambini non vaccinati vadano nelle scuola pubbliche.
In quanto “pubblica” la scuola offre ovviamente un servizio ai genitori che però a loro volta devono rispettare certe regole della comunità la quale agisce secondo il bene comune. Quindi, non vuoi far vaccinare tuo figlio? Bene, libero di farlo, ma se non stai alle regole della comunità allora non potrai usufruire dei suoi servizi, ossia manderai tuo figlio ad una privata.

A confermare le mie ipotesi ho trovato molto interessante una puntata di Super Quark (Dio benedica Piero Angela!) dove spiega nel miglior modo possibile perché è importante vaccinarsi e vaccinare i proprio figli e perché non sono vere certi studi che confermano una relazione tra autismo e vaccini. Vi invito a dedicare 10 minuti del vostro tempo guardando questo filmato (dal minuto 31:30 al 41:30) se non lo avete già fatto.

Questa è la mia opinione, rimango sempre aperta al dibattito, quindi condividete e comemntate amici!

A presto!

#iovaccino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *